| Dai mass media si sentono tante di quelle
novità che, neanche chi le pensa, sa di cosa si tratti. Sta nascendo una nuova normativa
che riguarda la legge sui trapianti: tutti i cittadini italiani dovranno decidere se dire
sì o no alla donazione di organi in caso di morte. La legge introduce nella nostra legislazione il principio del silenzio-assenso alla
donazione degli organi, in base al quale ogni cittadino diviene donatore d'organi, a meno
che non abbia espresso o depositato presso la propria Asl la volontà di non donare i
propri organi. Chi cambia idea può modificare la propria dichiarazione presso le
strutture pubbliche: basteranno poche righe, purché firmate dall'interessato. Partirà
una campagna d'informazione che coinvolgerà strutture sanitarie, scuole, enti locali, il
volontariato, giornali e TV. A questo punto mi sia concesso ricordare anche se con molto dolore, una disavventura
avvenuta nel maggio 1996. Chi non ricorda Roberto Fracchiolla, il ragazzo sedicenne
travolto da un'auto mentre era sul suo motore? E' stata una morte improvvisa che ha scosso
tutti, parenti ed amici. Roberto aveva già espresso già il desiderio di donare gli
organi dopo la sua morte, però nessuno pensava che quella sue parole sarebbero diventate
il suo testamento spirituale. Ma cosa rimane di questa esperienza? Una cosa certamente
bellissima: Roberto continuerà a vivere nei corpi delle persone alle quali sono stati
trapiantati i suoi organi. Questo è un lavoro che, purtroppo, ha come presupposto una
tragedia: l'accertamento di morte di un individuo, la richiesta della donazione ai parenti
nel momento massimo del dolore ed, infine, l'ingresso in sala operatoria per il prelievo. "E mentre dormiva, Dio prese una
delle sue costole, mettendo carne al suo posto; poi la costola tolta all'uomo formò la
donna." Lui era Adamo, lei Eva. Il passo è tratto dal libro della Genesi (2,21-22). Qui si parla del primo clamoroso trapianto. La presenza di un arbitro come Dio risolve a
priori, nel racconto biblico, la questione etica, ma non è così quando operano gli
uomini. Che cosa dobbiamo moralmente agli altri? Chi sono gli altri? Abbiamo obblighi
negativi nei loro confronti: per esempio non possiamo ucciderli o violare le loro
integrità fisica; ma abbiamo anche obblighi positivi per esempio l'assistenza a coloro
che sono troppo povero o malati. Non c'è dubbio però, che gli obblighi negativi superino quelli positivi. Per cui, mentre
è chiaro che non dobbiamo offendere gli altri, è più discutibile se e per quanto
dobbiamo alleviare la loro sofferenza e aiutarli a vivere. Ma la questione non è
completa, se non ci si interroga su chi sono gli altri e il concetto di trapianto post
mortem di un organo vitale crea problemi morali e psicologici. Questo è certamente un
gesto davvero grande però io, personalmente, non me la sentirei mai di farlo.
Daniela Di Ruvo
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